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Riassunto della storia della Famiglia Avanzini di Curio

tratto da:  Lavoro di diploma  in conservazione e restauro “Catalogazione e proposta di intervento sui dipinti murali di casa Avanzini a Curio” , di Stefano Bettelini, Breno 2004, 167 p.

 

La famiglia Avanzini di Curio, oggi estinta, era composta da notai, medici, ecclesiastici e politici, che hanno rappresentato in passato un importante perno per lo sviluppo culturale, economico ed artistico della regione. Con possedimenti in patria e all’estero, prestano soldi, conducono un’oculata politica matrimoniale (diversi possedimenti come pure opere artistiche decorative sono anche frutto di questi rapporti) e rappresentano una garanzia di lavoro per molti abitanti della regione (azienda agricola, mulino, ecc.)

 

La famiglia Avanzini compare per la prima volta a Curio nell’anno 1394 ed è una delle più antiche famiglie della Pieve di Agno. 

Da quanto tramandato da generazione in generazione, dovrebbe provenire da Marzio nel Varesotto, ma dalle fonti attualmente disponibili, ciò non può essere provato. 

Il nome di questa famiglia è menzionato per la prima volta il 2 febbraio 1394, giorno in cui i fratelli Martino e Stefano fu Martino, acquistarono un terreno a Curio. Nello stesso anno un altro Martino Avanzini figlio di Zanis (Giovanni) Vanzino viene menzionato con i suoi due figli, Martino e Stefano, come abitanti di Curio.

Dalle primissime fonti appare che gli Avanzini avevano già un ruolo nella costituzione della comunità. Il 9 febbraio 1421 la "Vicinantia di Curio" il notaio Giorgio Avanzini "ad comparando corum". Da quell’anno Curio ebbe un "notarius plebis" che per la maggior parte di casi veniva designato della famiglia Avanzini.

Per un periodo di oltre 200 anni l’ufficio notarile rimase nelle mani di rappresentanti della famiglia.

 

I membri più importanti della famiglia furono in seguito medici o ecclesiastici.

Dopo il 1649 l’ufficio notarile venne spostato a Pura, nelle mani delle famiglie Ruggia e Crivelli.

Soltanto alla fine del XIX secolo, firmò di nuovo un rappresentante della famiglia Avanzini in qualità di notaio: Pietro Giuseppe (1848-1896). Questo particolare potrebbe spiegare perchè i primi protocolli notarili fecero ritorno a Curio, nella casa degli Avanzini.

 

I matrimoni di questa famiglia borghese, sono molto ramificati ed alcune propaggini sono ormai estinte.

Le tavole di discendenza, mostrano che per tre rami della famiglia, negli ultimi trecento anni, nonostante l’elevato tasso di natalità, il numero dei figli in età di sposarsi è continuamente diminuito.

Già all’inizio del ventesimo secolo alcuni rami si sono estinti e solo pochi membri delle famiglie, ancora fiorenti due generazioni or sono, risiedevano a Curio.

Le cause dell’estinzione di questi rami, come per tante altre famiglie, sono da attribuire all’elevato tasso di mortalità infantile dei secoli scorsi, ed all’entrata di molti figli nel clero, al celibato e all’emigrazione.

 

Le ultime tre generazioni che hanno vissuto in casa Avanzini:

- Pietro Giovanni Battista (1807-1891). medico e vicesindaco di Curio, benefattore della chiesa, della scuola di disegno e committente delle decorazioni presenti in casa Avanzini.

- Pietro Giuseppe (1848-1896), figlio di Pietro Giovanni Battista, avvocato e notaio, Presidente del Gran Consiglio del Cantone Ticino, scrittore brillante, fu un esponente molto importante nella dinastia degli Avanzini e benefattore dell’asilo infantile.

- Pietro Adeodato (1889-1973), ultimo discendente della famiglia Avanzini del ramo di Curio e ultimo proprietario di casa Avanzini. Viene descritto come grande sportivo, intrepido pioniere, pronto ad affrontare con ardore e convinzione quello che a quei tempi sembrava impossibile. Ottenne il brevetto di pilota dalla “Ecole AERO” di Losanna il 17 ottobre 1918.

Si descriveva quale “possidente” a Curio e fu benefattore, con la moglie Annita, del comune di Curio, del Patriziato e della Parrocchia. La sua morte avvenne all’improvviso per un incidente di moto nella primavera del 1973.

 


(Il lavoro di diploma intero presso l’autore o l’associazione Amici di Casa Avanzini)